Ulaanbaatarization

28 Ottobre – 26 Novembre 2017

Serra dei Giardini

La mostra “Ulaanbaatarization”, organizzata da RedHero e MICROCLIMA, è il risultato di “Urban Encounters: Between Migration & Mobility” (Aprile – Maggio 2017) – un progetto ideato dal curatore Stefan Rusu e l’artista John Davis, organizzato in collaborazione con Arts Council Mongolia di UlanBator, Mongolian State Archive e MNB Mongolian National Broadcast TV. “Urban Encounters: Between Migration & Mobility” è  stato progettato per favorire un impegno critico degli artisti verso l’attuale condizione delle società  post-socialiste e le nozioni di migrazione (in-migrazione) e mobilità  dalle aree rurali a quelle urbane, nonchè le tensioni tra le comunità  nomadi e quelle insediate, tra culture rurali e urbane e le sue implicazioni economiche e sociali, hanno portato ad un’estesa urbanizzazione della città  di Ulan Bator. Il progetto comprendeva 2 settimane di workshop, sezioni teoriche e pratiche, come laboratori e sessioni di lavoro sulla digitalizzazione di film analogici da 16 mm e 35 mm, facilitati da Mongolian State Archive e MNB Mongolian National Broadcast TV. Il progetto si è concentrato sull’esplorazione approfondita dell’uso del materiale d’archivio, sull’estetica dell’appropriazione, sul campionamento, sul “detournement” e sul trasferimento del linguaggio cinematografico alle forme digitali.

‘Ulaanbaatarization’ ha esposto dodici video di sette artisti mongoli. Queste opere riflettono sulla veloce urbanizzazione che la Mongolia, e in particolare la sua capitale Ulaanbaatar, ha súbito dal 1930 al 1990. La crescita economica della città aveva portato molti nomadi, prima abitanti della steppa, a muoversi nelle aree urbane del paese, cambiando radicalmente il loro stile di vita e la loro cultura nomade. I video presentati evidenziano le conseguenze di questi eventi, da un punto di vista interno e contemporaneo.

Gli artisti coinvolti: Maralgua Badarch, Baterdene Batchuluun, Altantovch Bat- Ochir, Darkhijav Jadambaa, Zoljargal Purevdash, Narbayasgalan Ulambayar e Zulaa Urchuud.

RedHero è un progetto a lungo termine che intende creare un dialogo tra artisti mongoli e internazionali attraverso una piattaforma culturale in Mongolia e non solo.

RedHero ha sede tra Venezia e la capitale mongola Ulaanbaatar, la cui traduzione significa “red hero – eroe rosso”. I primi artisti coinvolti sono stati Antoni Muntadas (luglio 2016) e Mark Dion, Dana Sherwood e Tuguldur Yondonjamts (prima ricerca sul campo nell’aprile 2017).
Inoltre RedHero, in collaborazione con il duo di videomakers Kinonauts, sta lavorando alla costruzione di un archivio video concepito come uno strumento di esplorazione culturale.