La Serra dei Giardini

Un excursus storico

Serra dei Giardini, 1927 

 

La costruzione della Serra dei Giardini della Biennale si inserisce in un progetto di riqualificazione dei Giardini di Castello attuato verso la fine del XIX secolo. La struttura è situata allʼestremità di Viale Garibaldi prospiciente alla laguna. Nel 1810 Giannantonio Selva pianifica la realizzazione di Giardini pubblici, poi attuata solo in parte, con lʼintento di avvicinare lo schema urbanistico di Venezia a quello delle grandi capitali europee.

Lʼarea viene concepita inizialmente per garantire un luogo di svago per le classi abbienti ospitando corse di cavalli. Successivamente, in occasione della prima Esposizione Internazionale dʼArte (istituita durante lʼadunanza consiliare del 19 aprile 1893 presieduta dal sindaco Riccardo Selvatico in onore del 25° anniversario di nozze del Re di Italia Umberto I) la zona subisce unʼulteriore trasformazione. In particolare si fa strada il progetto di costruire una serra dove ospitare le piante tropicali per la decorazione dellʼEsposizione stessa. È opportuno ricordare che a partire dalla seconda metà del 1500 lo studio metodico della natura, in particolare di specie vegetali provenienti da terre lontane grazie ai primi viaggi ed esplorazioni, e la nascente passione della nobiltà per la coltivazione di agrumi, spinsero alla realizzazione di grandi edifici, che potessero fornire alle piante riparo dal clima esterno e al contempo una sufficiente quantità di luce necessaria al loro sviluppo. Durante il 1800, il drastico calo nel costo di produzione di vetro e ferro facilitò la realizzazione di serre completamente vetrate.

In data 03/08/1893 lʼUfficio del Genio Civile Municipale con nota n° 6234 presenta alla Giunta di Venezia il “progetto di una serra da costruirsi ai pubblici giardini (tepidarium)”. LʼIngegner Trevisanato, capo dellʼufficio tecnico del Comune di Venezia, stila un primo prospetto che include due versioni, una serra in muratura dallʼaspetto austero e una variante in “ferro e vetri” dal disegno raffinato e snello in linea con le nuove tipologie edilizie delle serre.

Il 25 agosto (deliberazione n° 38514/2522) il Consiglio Comunale decreta che “fosse costruita nel pubblico giardino una serra in ferro e vetri per custodia delle palme e delle piante nella stagione invernale. Viene così approvata la versione del progetto di Trevisanato corrispondente alla struttura in ferro e vetro (Archivio Comunale di Venezia, 10 Ottobre 1893, Autorizzazione prefettizia n. 18644). Su tale decisione ebbe un peso determinante la profonda depressione che stavano attraversando le industrie metallurgiche veneziane. Con la commissione di una struttura in ferro e vetro si intendeva favorire la ripresa economica delle ditte locali di carpenteria (Archivio Comunale di Venezia, 15 Febbraio 1894, Ufficio Genio Civile Municipale nota n. 6706). Due sono le aziende a cui viene affidata lʼopera: la ditta Dalla Venezia e la ditta Pietro Tys di S. Felice a Cannaregio. La struttura è ultimata nei primi mesi del 1894 con alcune modificazioni rispetto al progetto originale.

In corso dʼopera il rivestimento del tetto previsto in tegolato viene attuato in lamiera di zinco mentre la parete a nord, progettata in ferro e vetro, viene costruita in muratura. Nel corso del 1894 la stessa ditta Pietro Tys costruisce dei cassoni solari con infissi in ferro e vetro. Nel corso degli anni vengono annessi ulteriori cassoni solari in cemento e vengono realizzate serre seminterrate nellʼarea di fronte alla serra. Da una fotografia del 1927 in cui si osservano gli infissi aperti e in parte coperti da teli esterni, si evince lʼaspetto originale della serra, i cui serramenti erano verniciati di bianco, cromia tipica delle coeve serre.

Nel 1929 la lamiera di zinco viene sostituita da un tetto di tegole marsigliesi, intervento che comporta un considerevole aumento ponderale della copertura e che favorirà i fenomeni di dissesto strutturale.

Viene inoltre aggiunto un locale di servizio costruendo una struttura in ferro e vetro di dimensioni ridotte, connessa allʼedificio principale da due rampe di scalini. Contemporaneamente, viene montata una nuova caldaia con caloriferi circolari alettati in ghisa.

Dopo essere diventata nel corso degli anni successivi una rimessa per le attività di mantenimento del verde pubblico, la serra viene definitivamente disabilitata nei primi anni novanta procedendo anche alla demolizione degli ormai cadenti annessi corpi di fabbrica in cemento armato. La struttura patisce una progressiva decadenza sino ai primi mesi del 2006, quando viene realizzata una prima opera di salvaguardia che ne mette in sicurezza il rivestimento. Il 25 maggio 2007 la Giunta comunale di Venezia approva, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici di Venezia, Mara Rumiz, il progetto definitivo per il restauro della Serra ai Giardini di Castello.

Con il progetto di restauro il Comune di Venezia persegue lʼobiettivo di valorizzare la Serra conservandone lʼuso originario e assicurandone al contempo la fruibilità pubblica, e ciò attraverso lʼinsediamento di attività a contenuto botanico e naturalistico che siano capaci di coinvolgere la comunità locale ed organismi a carattere istituzionale e al tempo stesso costituiscano occasione di cultura, di conoscenza e di incontro.

 

La Serra dei Giardini, una nuova storia

 

Pur essendo parte integrante del complesso dei Giardini Napoleonici realizzati nel 1810 su progetto di Giannantonio Selva, la Serra dei Giardini si trova allʼesterno della parte di giardini riservati alla Biennale. La Serra è ubicata in viale Garibaldi, che nellʼimpianto urbanistico iniziale costituiva la via dʼaccesso verso lʼingresso dellʼEsposizione Internazione, ed è aperta durante tutto lʼarco dellʼanno.

Inoltre la Serra è di pubblico e libero accesso.

La Serra è primariamente un luogo sociale in cui le attività artistiche si innestano in un secondo tempo e devono confrontarsi con un luogo non dedicato ad esse. Infatti, come deliberato dalla Giunta di Venezia in occasione del recente restauro, la Serra deve assolvere la funzione per cui era sorta e quindi ospitare attività legate alla conoscenza dellʼambiente naturale con il principale obiettivo di sviluppare attività divulgative per la cittadinanza. Deve inoltre essere un luogo dʼincontro e scambio per la cittadinanza, e per questo è stato previsto un bar in unʼarea circoscritta allʼinterno dei suoi spazi. Peculiare è il fatto che la Serra nel corso di 120 anni abbia ribaltato la propria destinazione dʼuso: la natura da strumento decorativo è diventata principale obiettivo di divulgazione. Questa trasformazione ha seguito lʼevolversi della società moderna, in cui la socialità è uno dei valori da perseguire.

Nel contesto della Serra MICROCLIMA è la possibilità di un incontro tra chi vive la città e uno spazio fortemente caratterizzato dalla propria storia e dalle attività che vi si svolgono e riguardano aspetti eterogenei ma complementari: dalla coltura di piante e fiori alla didattica, dai workshops dedicati ai più piccoli alle conferenze, dalle attività di ricerca, sperimentazione e creazione alla diffusione di un nuovo concetto di socialità. Sono stati organizzati cicli di conferenze e workshop per creare sinergie, favorire un contatto diretto con gli artisti e offrire alla cittadinanza nuove possibilità fruitive dellʼarte contemporanea. Poiché la natura rappresenta lʼinterlocutore privilegiato, agli artisti sono state richieste non celebrazioni bensì strategie dʼapproccio. Ogni attività è stata costantemente orientata alla presa di coscienza del pianeta e al rispetto ambientale che ne deriva.